Wikipedia: Stop alle donazioni in Bitcoin e criptovalute

Wikimedia, la società non profit che gestisce il portale Wikipedia, ha recentemente condotto una votazione riguardo la possibilità di smettere di accettare donazioni in criptovalute. La votazione, sotto la categoria Requests for comment, si è tenuta nel periodo tra il 10 Gennaio ed il 12 Aprile 2022.

Poco meno di 400 membri della comunità hanno preso parte e votato riguardo allo stop di donazioni in criptovalute. L’esito, alla fine, è stato favorevole riguardo questa discussione. Wikimedia (e Wikipedia), quindi, non accetterà più donazioni in criptovalute.

Motivi della decisione

Stando all’aggiornamento condiviso da Wikimedia, le tematiche che hanno portato a prendere questa decisione sono i rischi ambientali. Si aggiungono anche i rischi di danni sulla reputazione. Hanno infatti specificato che il fatto di accettare donazioni in criptovalute potrebbe avere un impatto (negativo) sulla reputazione dell’intera organizzazione.

In favore di queste argomentazioni si sono espressi il 71,17% dei votanti. Questo nonostante il fatto che “l’opposizione” sia stata attiva. Questa ha menzionato l’esistenza di criptovalute basate sulla Proof of Stake, che hanno un minore impatto ambientale. I contrari alla proposta hanno anche osservato che le criptovalute possono costituire, per le persone, vie più sicure per donare. Questo soprattutto nell’ottica di attrarre persone che vivono in Paesi con regimi totalitari o oppressivi. Ancora, coloro che non hanno votato a favore della proposta hanno voluto far riflettere che anche le transazioni con denaro tradizionale rappresentano un potenziale rischio per l’ambiente.

Ad ogni modo, nessuna di queste argomentazioni è servita per convincere la maggioranza a votare contro la proposta di smettere di accettare donazioni in criptovalute.

130.000 dollari in meno per Wikimedia

A quanto pare Wikimedia, pur di non accettare questo tipo di donazioni, è disposta a rinunciare ad una fetta di guadagni. Parliamo dell’equivalente di circa 130.000 dollari in meno sul suo bilancio. Quasi l’1% delle loro entrate. La maggior parte di questo tipo di donazioni arrivava in Bitcoin.

Le problematiche ambientali

Forse una organizzazione non profit e “libera” ha il dovere, per propria immagine, di estraniarsi da dinamiche che sono narrativamente concepite come negative. È un peccato che, però, un “diffusore di conoscenza” come Wikipedia prenda decisioni basandosi su delle narrative.

Ricordiamo, infatti, che al momento i Bitcoin vengono estratti per quasi il 60% da fonti energetiche rinnovabili. Questo senza menzionare un fatto. Ovvero che il consumo di energia di Bitcoin è di fatto un grandissimo incentivo a incrementare la produzione di elettricità green. Per questa ragione molti sostengono che Bitcoin, paradossalmente, sia il più grande mezzo che abbiamo per favorire ed accelerare la transizione energetica.

Il danno alla reputazione

L’ipotetica problematica del danno alla reputazione dell’organizzazione è ancora più difficile da commentare. La stessa Chainalysis ha affermato che le attività criminali sono sempre meno finanziate tramite le criptovalute. Trend che continuerà nel 2022.

In un recente report, la società ha anche riportato che le transazioni legate ad attività illecite rappresentano circa lo 0,15% del volume totale delle transazioni in criptovalute.

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