THORChain e il suo impatto sul settore Crypto

Mai come in queste settimane le persone stanno imparando quanto sia forte l’esigenza di avere un facile accesso agli Exchange Decentralizzati. ThorChain potrebbe rappresentare una delle soluzioni percorribili.

ThronChain si costituisce nel 2018 da un gruppo di sviluppatori che rimane inizialmente anonimo. Si tratta di una multi-chain la cui versione beta, live da Aprile 2021, è chiamata Chaosnet.

A cosa serve ThorChain e come funziona

Scopo del progetto, costruito su Cosmos SDK, è quello di permettere lo scambio decentralizzato di criptovalute attraverso diverse blockchain. Questo sarebbe possibile grazie ai nodi validatori attivi grazie allo staking della criptovaluta RUNE, nativa del sistema. Come altri DEX, il sistema utilizza un meccanismo market maker per permettere l’attività di trading.

ThorChain è considerata piuttosto sicura. All’interno del sistema stesso, infatti, ci sono degli indirizzi che potremmo paragonare a dei wallet non-custiodial. All’interno di questi wallet, sono i nodi che approvano le transazioni. Se qualche nodo provasse a rubare delle criptovalute all’interno dei wallet, il loro “patrimonio” di RUNE si distruggerebbe.

Le criptovalute su ThorChain vengono messe in un fondo comune con i RUNE del pool. Questi, sono forniti dai liquidity provider. La blockchain al momento supporta Bitcoin, Bitcoin Cash, Ethereum, Litecoin, BNB e Dogecoin. L’integrazione con Terra (LUNA) è prevista tra poco tempo. Il team ha anche annunciato la prossima integrazione con Cosmos, Haven Protocol, Dash, ZCash, Monero e Avalanche.

I problemi di ThorChain

Nonostante sia ora considerata una blockchain molto sicura, ThorChain ha avuto seri problemi di sicurezza nei mesi scorsi. A Luglio 2021, infatti, il sistema è stato hackerato portando il progetto a perdere diversi milioni di dollari. Alla fine del 2021, inoltre, il team ha notato diversi bug.

I prezzi di RUNE

Se non consideriamo gli ultimi annunci riguardanti l’integrazione di LUNA nel sistema, la performance di RUNE non è stata ottimale. Il suo massimo storico risale, infatti a Maggio 2021. Causa di ciò potrebbe essere, oltre i problemi di sicurezza, l’ingente sblocco di liquidità avvenuto negli ultimi mesi. Si stima che la supply sia infatti aumentata di circa 80 milioni di RUNE (quasi 500 milioni di dollari).

C’è da considerare, tuttavia, che la domanda di RUNE e l’utilizzo di ThorChain sta aumentando. Questo sta avvenendo proprio nelle ultime settimane come probabile conseguenza delle recenti restrizioni attuate o pianificate. Si pensi ai blocchi in Canada o ai potenziali nuovi regolamenti dell’Unione Europea.

Un altro aspetto che potrebbe far aumentare la domanda è l’attivazione del progetto THORSavings. Si tratterebbe di uno strumento che permetterà di partecipare a programmi di Earning a livello cross-chain. Ovvero, si potrà ottenere una rendita (pari al 20%) su ogni criptovaluta depositata. Secondo quanto riportato dal team, questa funzionalità potrebbe essere disponibile a partire da Giugno 2022.

Problema con i regolatori?

ThorChain può rappresentare una soluzione ad alcune politiche restrittive o di repressione. Tuttavia, c’è da chiedersi per quanto tempo le istituzioni accetteranno l’attuale design del progetto molto incentrato sull’anonimato.

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