Russia: Bitcoin riconosciuto come valuta

Russia e Bitcoin sono stati piuttosto al centro dell’attenzione negli ultimi giorni. Molti media hanno approfittato delle dichiarazioni della Banca Centrale Russa per generare paura. Un approccio poco nuovo. Infatti, la Banca Centrale aveva esposto i suoi timori sulle criptovalute, considerando anche l’opzione di vietarle. Quello che i media tradizionali tendevano a non riportare è che la stessa Banca Centrale Russa si era dimostrata aperta al dialogo. Lo scopo era infatti quello di capire quale dovesse essere il rapporto tra Russia e Bitcoin.

Tanto per cominciare, la Banca Centrale Russa aveva espresso l’idea di vietare gli investimenti in criptovalute. Questo non includeva strettamente il possesso delle stesse. Pochi giorni dopo, la notizia che Putin ritenesse le criptovalute un fattore chiave di crescita economia. In particolare, Putin ha considerato che soprattutto il mining di Bitcoin potesse costituire un importante vantaggio competitivo per il Paese. La Russia infatti, è il terzo Paese (dopo Stati Uniti e Kazakistan) per attività di mining. Probabilmente anche il mining rientra adesso tra le sfere della vecchia competizione Stati Uniti e Russia. Il vantaggio deriverebbe soprattutto dall’energia a basso costo di cui la Russia può godere. Ad ogni modo, la visione di Putin sembra chiara visto che lui stesso ha dichiarato che le criptovalute sono qui per restare.

Inoltre, anche il Vice Presidente del Consiglio di Sicurezza, Dmitry Medvedev, si è opposto al desiderio della Banca Centrale di vietare gli investimenti in criptovalute. In particolare, Medvedev ha osservato che provando a bannare le criptovalute si potrebbe anche ottenere il risultato contrario.

Russia e Bitcoin: la svolta

E adesso arrivano notizie ancora più positive. A quanto pare, il governo e la Banca di Russia hanno trovato un accordo per regolamentare le criptovalute. A riportare la notizia è il Kommersant, il principale giornale politico ed economico in Russia. Una prima bozza del disegno di legge è prevista per il 18 Febbraio 2022. Questa legge definirebbe le criptovalute come qualcosa di “analogo alle valute tradizionali”. In questo senso, quindi, le criptovalute non si tratterebbero come un asset di investimento digitale.

Possibili restrizioni?

È improbabile, comunque, pensare che non sia integrata qualche forma di restrizione per dare il contentino alla Banca Centrale Russa. Ad esempio, sembra che le operazioni che superano il valore di 600.000 rubli (8.000 dollari) dovranno essere dichiarate. Non dichiarare un investimento di tale portata costituirebbe un crimine.

Non si conoscono, per ora, altri dettagli sulle eventuali restrizioni ma, almeno, possiamo scartare definitivamente l’ipotesi di un divieto. Nel frattempo, rimaniamo in attesa della proposta di legge definitiva.

Stay in the Loop

Get the daily email from CryptoNews that makes reading the news actually enjoyable. Join our mailing list to stay in the loop to stay informed, for free.

Latest stories

- Advertisement - spot_img

You might also like...