Proteggersi dall’inflazione. Il riassunto del 2021

Proteggersi dall’inflazione. Nel 2021, l’economia non ci ha regalato grandi risultati. E cosa mai ne potrà l’economia, o il sistema economico in generale? Non è certo colpa del sistema economico, politico e monetario se il globo è stato travolto da una pandemia. 
Tuttavia un resoconto sintetico sul 2021 dobbiamo pur presentarlo. 


La situazione USA


Negli Stati Uniti l’inflazione raggiunge quota 6.8%. Un buon punto di partenza. Qualcuno si ricorderà le varie dichiarazioni della FED  secondo cui non ci sarebbero stati livelli alti di inflazione. Si parlava solo dell’inflazione fondamentale. Di quel piccolo e costante male di cui non si può fare a meno, ovvero un’inflazione oscillante tra gli 1 e i 3 punti percentuali. Suona, già così, abbastanza inquietante. Non volendo considerare un aumento dell’inflazione, senza un incremento della perdita del potere di acquisto, senza la perdita di posti di lavoro. Senza considerare la pandemia. Senza considerare tutte queste cose, il sistema non respirava già a fatica? 

J. Powell, Presidente della FED

Oppure qualcuno si ricorderà delle ormai celebri rassicurazioni come “L’inflazione alta sarà qualcosa di temporaneo”. Qualcuno ha quindi almeno ammesso che si tratta di un livello alto. In effetti, il più alto rispetto agli ultimi 40 anni. Inflazione al 6.8% significa che i prezzi, pressoché di qualunque cosa, si sta alzando di almeno questo valore. Drammatico? Dipende. Se, ad esempio, paragoniamo il “qualunque cosa” al combustibile – il cui prezzo è aumentato del 58% – il valore dell’inflazione non sembra così drammatico. Diventa sempre più chiaro che il consumatore deve trovare un modo per proteggersi dall’inflazione.

La stampa di denaro


I governi mondiali hanno deciso di stampare ingenti volumi di moneta per assicurarsi di non aumentare le tasse. Questa è la via con cui i governi provano a salvare il mondo dal 2008. Nulla da dire, non c’era nessuna alternativa, ormai. Non ci si può permettere che il debito mondiale faccia collassare il sistema. E, allo stesso tempo, non ci si può permettere di avviare un nuovo periodo di depressione economico-sociale in un periodo storico già troppo delicato, aumentando le tasse. Quindi, piuttosto che aumentare le tasse e scatenare rivolte in un periodo in cui anche la produzione è messa a dura prova, il silenzioso macigno che poco alla volta sotterra il potere di acquisto dei consumatori risulta essere la scelta più saggia. Non è ironia. Questa è davvero la scelta più saggia in un sistema che, così pensato, non lascia scampo. 


Il rischio dell’economia inflattiva 


Un sistema architettato in questo modo (50 anni fa) non è ovviamente pensato per il cittadino. Questi non si deve quindi aspettare una protezione dal sistema stesso. Risulta ironico che la SEC sia così titubante nell’approvare un ETF sul Bitcoin, frenata da un materno senso di protezione verso l’americano medio ed i suoi risparmi. Ad essere onesti, la SEC ha approvato un ETF sui futures sui Bitcoin che ovviamente sono ben più rischiosi di un asset “spot”. Ma questo è ancora un altro discorso. 

Il punto è che è chiaro che, nonostante le rassicurazioni, non possiamo aspettarci che l’inflazione sia qualcosa di temporaneo. Forse non possiamo neanche aspettarci che questa ritorni a livelli che sono considerati per qualche ragione “normali”. Ma, anche qualora ciò si verificasse, non bisogna comunque aspettarsi che, a quel punto, i prezzi scenderanno più di tanto. Facilmente, quel pezzo di pane costerà sempre 60 centesimi in più rispetto a prima, anche se l’inflazione dovesse tornare ad un livello precedente. Si chiama abitudine.

 
Cosa fare? 


Come proteggersi dall’inflazione? Per le soluzioni a questo problema cito un articolo di Tim Denning:

The U.S. is About to Wake Up a Generation on How Money Works.


L’autore riflette sul fatto che in aggiunta a queste dinamiche economiche, il lavoratore facilmente mantiene lo stesso stipendio. Il lavoratore, quindi, andrà a guadagnare sempre meno. Lui suggerisce anche di affidarsi, tra le altre cose, alle criptovalute. Dopo tutto, questo è quello che hanno cominciato a fare anche diverse aziende. Ma il miglior suggerimento è quello di investire, in primis, il proprio tempo. Fare ricerche ed informarsi. 


Obbligati a diventare investitori 


Attenzione agli annunci da parte delle banche secondo cui investire, ad esempio, in Bitcoin sia troppo rischioso. Questo è vero. Si tratta di una riserva di valore risk-on. Ma pur sempre una riserva di valore. E comunque, considerando quanto detto sopra, la probabilità di perdere soldi lasciati in banca è pari al 100%.


Riassumendo le soluzioni risultano essere: 

  • Investire.
  • Avere un rendimento annuo pari o superiore al valore dell’inflazione del periodo di riferimento.
  • Sfruttare le informazioni gratuite disponibili ed investire il proprio tempo. 
  • Tentare di vendere al meglio il proprio bagaglio di skills (nuovi business, nuovi impieghi o aumenti di salario). Tim Denning ci ricorda: “Don’t ask, don’t get.”

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