Olivetti apre il suo archivio alla crypto arte, l’NFT di Cupydo con Artàporter

Olivetti è la rappresentazione di uno dei più grandi orgogli italiani. Costituita nel 1908 come “prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere”, fin dagli inizi l’Olivetti si distingue per l’attenzione alla tecnologia e all’innovazione, la cura del design, la presenza internazionale, la sensibilità verso gli aspetti sociali del lavoro. L’azienda, continuando a strizzare l’occhio all’innovazione ed alla creatività, si avvicina ora al mondo degli NFT.

Archivio Storico Olivetti

Nel 1998 è stata costituita l’associazione Archivio Storico Olivetti. Lo scopo è quello raccogliere, conservare e valorizzare il patrimonio documentale riguardante la storia della società.

Nel 2009, invece, nasce Olivetti, storia di un’impresa, un sito dell’Associazione Archivio Storico Olivetti creato riprendendo con il supporto tecnico della società Localport una precedente iniziativa congiunta con Telecom Italia e Pirelli. Nel corso degli anni sono stati sviluppati oltre un centinaio di percorsi illustrati, dedicati alla straordinaria vicenda industriale olivettiana. Un progetto che offre la possibilità di conoscere vari aspetti della storia di un’impresa che tanta parte ha avuto nello sviluppo dell’industria e della società italiana. Attraverso testi, immagini e filmati, i vari percorsi, riconducibili a nove grandi temi della vita aziendale, ricostruiscono fatti, strategie, ruoli e competenze della Olivetti, facendo emergere quei valori industriali e culturali che rappresentano il marchio di un’impresa dallo stile inconfondibile.

La nuova collaborazione con Artàporter

Lo scorso 14 Luglio, l’Associazione Archivio Storico Olivetti ha inaugurato la 20xL22 Open Call, una mostra presentata insieme alla startup torinese Artàporter. Il concetto sottostante alla mostra risiede in un contest in cui 20 diversi artisti interpretano la mitica ed iconica Olivetti Lettera22, vincitore del Compasso D’oro nel 1954.

Come riportato dalla stessa Artàporter, la mostra si compone di opere fisiche digitalizzabili o native digitali e la relativa produzione di multipli firmati dagli artisti ed acquistabili durante la mostra stessa.

Artàporter è un innovativo progetto, una applicazione mobile che permette agli artisti di esporre le proprie opere all’interno delle attività commerciali. Una sorta di marketplace virtuale che consente l’incontro tra artisti ed esercenti che cooperano al fine di diffondere l’arte nella cultura moderna. Da una parte, la visibilità dell’artista e, dall’altra, la possibilità per le attività di offrire una esperienza unica agli utenti. Una piattaforma che supporta lo sviluppo dell’arte emergente per renderla accessibile a tutti, ripensandone i luoghi comuni.  

Call for Artist e la sorpresa di Cupydo

Nel corso della sua evoluzione, il progetto ha poi dato la possibilità a 10 ulteriori artisti di partecipare all’iniziativa. 10 nuovi artisti accolti con menzione speciale. Tra questi, un digital artist che ha presentato una crypto opera. Questo artista ormai lo conosciamo, non nel volto ma nello sviluppo del suo messaggio e della sua arte. Stiamo parlando di Cupydo, l’artista che nei mesi scorsi ha stupito Milano – due volte – con le sue installazioni pubbliche e che ha dato prova di un’eccellente tecnica digitale e profondità artistica con la sua collezione UNcensurArt.

Ebbene, Cupydo si è aggiudicato uno dei posti di favore da parte dell’Associazione Archivio Storico Olivetti. Si tratta della prima forma d’arte crypto presente nella raccolta dell’Archivio. Ma qual è l’opera di Cupydo che è stata selezionata per entrare nella dimensione storica ed innovativa dell’azienda?

Cupydo rappresenta la macchina da scrivere Lettera22 su una tela con un foglio reale che spunta da essa, un foglio vivo, un foglio con una storia da raccontare. Una possibilità artistica resa tale intagliando la tela sottostante in modo da permettere l’inserimento nella tela stessa. Grazie a questa tecnica si è riusciti a donare profondità e tridimensionalità all’opera, il gioco di luci, ombre e movimento, dato dal foglio, riescono a donare all’opera un senso di realisticità molto profondo. Un’altra volta Cupydo si distingue per il suo stile che si esprime nel movimento del Coesionismo, sinonimo di nuova res, letteralmente cosa nuova. Perché è proprio questo che esso genera, ogni qualvolta che un dispositivo digitale entra in contatto con uno tradizionale, in questo caso una tela. Esso altro non rappresenta che l’unione più intima ed armonica dell’arte tradizionale con quella digitale. E vuole farlo attraverso il contatto. Come un seme che a contatto con la terra genera una pianta, una nuova vita, una cosa nuova, unica.

E infatti l’opera, denominata Il Rumore della Storia, raffigura proprio la Lettera22 dal quale si estende un foglio reale con l’aggiunta di un NFT come innesto digitale che mostra delle mani che battono le dita sulla macchina da scrivere. Si tratta di una coniazione NFT (mint) attraverso piattaforma certificata INARTE.IT. Qui il link al video che mostra l’opera di Cupydo.

Grazie alla tecnologia NFC, ci basta appoggiare un qualsiasi smartphone alla tela per permettere l’avvio dell’animazione digitale, che in quest’opera si palesa con la visione di mani che battano sui tasti e che vanno a produrre l’inconfondibile “melodia” data dal ticchettio dei martelli che si infrangono su di un foglio come onde sugli scogli.

Le mani che compaiono nell’innesto digitale, impegnate nella redazione del testo, stanno digitando un ringraziamento ad Adriano Olivetti, che compare su un foglio che sembra essere pronto per essere estratto dalla macchina Lettera22.

L’opera iniziale quel foglio lo vedeva semplicemente impresso sulla carta, semplicemente stampato, proprio come la macchina da scrivere. Poi, una notte, un sogno. Il sogno di un uomo. L’artista e l’imprenditore, Adriano e la sua opera poggiata su di un tavolo.

Adriano cosa ne pensi? Lui non rispose!

Ma prese un taglierino dal tavolo e con un’incisione chirurgica ha tracciò una linea proprio nella parte dove il foglio usciva dalla macchina e come se fosse la cosa più normale del mondo, tirò fuori il foglio dalla macchina, lo guardò, lesse, poi un cenno di consenso.

Grazie Adriano. Grazie per le tue brillanti invenzioni, per la tua straordinaria voglia di innovare, per la tua mente illuminata e l’eterna passione per tutto ciò che fosse nuovo. Questa opera la dedico a te e tu conosci perfettamente il motivo. Ci rivediamo nel prossimo sogno.

E, poi, fuori da quel foglio e fuori dall’opera un ringraziamento esteso.

“Voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso unica questa incredibile esperienza. Per me è stato un onore essere selezionato come unico crypto artist per rappresentare una delle più iconiche macchine da scrivere che hanno caratterizzato il 900.

Una responsabilità importante, quella di creare la prima crypto opera NFT a marchio Olivetti, ma alla fine tutto è andato bene, tantissimi i consensi e i complimenti ricevuti, sia direttamente che indirettamente.

Ringrazio l’archivio storico Olivetti ma anche e soprattutto Artàporter e tutto il suo straordinario staff.

Ringrazio Massimo Gioscia, un grandissimo artista/imprenditore ma prima ancora una persona straordinaria, creativa e disponibile, anche se non ci siamo mai visti né sentiti, si è sempre dimostrata una figura indispensabile nel mio percorso artistico.”

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