Monero cresce in risposta ai regolamenti anti-privacy

Monero è una criptovaluta basata sulla privacy. Curioso osservare una sua importante crescita in un periodo di cui la privacy delle persone viene sempre più palesemente minacciata. Ma cosa significa che Monero protegge la privacy?

Non associabilità e non tracciabilità

Monero, che si basa sulla Proof of Work, è stata disegnata in modo che non sia possibile creare il collegamento tra due o più transazioni con la criptovaluta. Si tratta, di fatto, di una blockchain come tante altre. È tuttavia una blockchain che si distingue per l’azione della sua crittografia ad oscurare i dati delle transazioni.

Solitamente, infatti, le blockchain sono dei registri pubblici e trasparenti.

A differenza di Bitcoin, Monero viene si aggiorna frequentemente. Gli aggiornamenti servono soprattutto per garantire livelli di sicurezza sempre più elevati.

Le caratteristiche private di Monero sono da attribuire, a livello tecnico, alle firme ad anello. Si tratta di firme digitali realizzate all’interno di un determinato gruppo di persone. Attraverso la presenza delle chiavi pubbliche, ognuno può verificare che una persona del gruppo ha firmato, ma non si può sapere esattamente chi. Inoltre, grazie all’utilizzo degli indirizzi stealth, una eventuale destinazione dei fondi di una transazione rimane nascosta.

La price action di Monero

È interessante osservare che nell’ultima settimana il mercato crypto ha perso, mediamente, il 10%. Lo stesso non si può dire per Monero che, invece, quel 10% lo ha guadagnato.

Inoltre, riporta Cointelegraph, la capitalizzazione di mercato di Monero è cresciuta del 85% da Febbraio, arrivano a 4,3 miliardi di dollari.

La moneta (XMR) sembra inoltre che stia creando un forte trend di potenziale rottura rialzista. Alcuni analisti stimano che la domanda potrebbe crescere a tal punto da far crescere il prezzo fino ai 10.000 dollari.

Contesto e prospettive

Ovviamente non è assolutamente detto che si arrivi a tali livelli di domanda. Questa, infatti, potrebbe essere costantemente frenata dai timori di pesanti regolamentazioni (o potenziali divieti) riguardo l’utilizzo di Monero. Per molti, in effetti, la filosofia dietro Monero è un po’ estremista. Da una parte, protegge al meglio gli individui verso un diritto (che dovrebbe essere) inviolabile come quello della privacy. E lo fa benissimo. Non a caso, Monero è una delle cryptovalute preferite di Edward Snowden. Secondo lui, infatti, Bitcoin dovrebbe prendere un po’ più spunto da Monero.

Dall’altra parte è anche giusto contestualizzare lo scenario di cui le criptovalute si inseriscono. Altre persone ritengono appunto che Bitcoin si stia muovendo benissimo sul mercato. Garantisce buoni livelli di privacy, ma senza appoggiarsi su una blockchain completamente oscurata. In pratica, fa arrabbiare i regolatori, ma non abbastanza da vietarlo. La privacy senza compromessi è ottimale ma forse, per ora, utopistica.

Comunque, non si può ignorare che probabilmente Monero stia diventando sempre più attrattiva da molte persone. E questo non è altro che la dimostrazione del fatto che politiche esageratamente restrittive, specie sulla privacy, non risolvono problemi. In effetti, questi regolamenti non fanno altro che far allontanare le persone ancora di più o farle scappare dal sistema.

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