Julian Assange e NFT: WikiLeaks lancia la sua collezione

Censored è il nome della collezione NFT di Julian Assange, il direttore e fondatore del sito WikiLeaks. La collezione, in cui lancio avviene a partire dal prossimo 7 Febbraio, si crea con la collaborazione del famoso crypto artist Pak.

È stato proprio l’artista che ha annunciato su Twitter questa partnership che collega Julian Assange e gli NFT, pochi giorni fa. Lo stesso account di WikiLeaks ha fatto un tweet a riguardo, ancora condiviso, poi, da Pak.

WikiLeaks e le criptovalute

L’organizzazione non è nuova nel mondo delle criptovalute. WikiLeaks ha infatti dichiarato che l’intera organizzazione ha ricevuto diverse donazioni in criptovalute. Ad oggi, l’equivalente in dollari ricevuto ammonta a 2 milioni.

WikiLeaks era stata costretta ad affidarsi a questa forma di finanziamento dopo che gli Stati Uniti, nel 2010 dichiarano la sospensione dei finanziamenti. Inoltre, dopo le recenti notizie circa la valutazione della sua estradizione dall’Inghilterra verso gli Stati Uniti, questo tipo di donazioni sono aumentate.

Adesso, invece, WikiLeaks si apre anche al mondo degli NFT, probabilmente per avere una ulteriore fonte di finanziamento. Che l’organizzazione voglia, attraverso la sua collezione, lanciare anche un messaggio? Ancora non si sappiamo esattamente come Julian Assange e NFT andranno a legarsi in quanto non ci sono approfondimenti, per adesso.

Chi è Pak

Collaboratore del progetto, Pak. Si tratta di uno dei più famosi crypto artist. L’artista, attivo nel mondo dell’arte digitale da molto tempo, ha sempre deciso di rimanere anonimo. Pak ha deciso di sfruttare l’opportunità degli NFT per continuare ad innovare. Si stima che le sue opere artistiche abbiano un valore di circa 20 milioni di dollari. Come sta accadendo sempre più spesso, anche in questo caso i settore tradizionali stanno abbracciando il mondo della blockchain. Sotheby’s, ad esempio, l’anno scorso ha proposto la prima asta con un NFT, presentando proprio le opere di Pak.

Opera di Pak

La condizione di Julian Assange

Julian Assange è in arresto a partire dall’11 Aprile del 2019, nonostante risiedesse nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. In questo momento Assange sta cercando di fare ricorso verso i recenti sviluppi, cercando di evitare l’estradizione. Come molti sanno, la sua attuale condizione deriva fondamentalmente dalle accuse di spionaggio e cospirazione dopo che Assange aveva permesso la diffusione di documenti classificati.

Tra i documenti segreti che Assange diffonde troviamo gli archivi di Guantanamo, in cui vengono rivelate le torture imposte ai prigionieri del carcere. Molti dei documenti rivelati arrivano dalle guerre in Afghanistan. In questo caso fornisce dettagli espressi in più di 90.000 file, sulle vittime civili e, di nuovo, sulle torture dei prigionieri. Tra le informazioni che hanno creato più scalpore troviamo anche quelle riguardanti la sorveglianza di massa da parte della NSA, la National Security Agency americana. O ancora, a WikiLeaks si deve la diffusione delle comunicazioni che dimostravano il tentato sabotaggio contro Bernie Sanders a favore di Hillary Clinton all’interno del Partito Democratico.

Vedremo anche come la situazione di Julian Assange si evolverà. Nel frattempo, è bene ricordare che Assange ha cercato di illuminare l’opinione pubblica sui temi della guerra, omicidio e corruzione. Ma è finito nell’ombra.

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