Jerome Powell: la FED alza i tassi di 50 punti base

In questo momento il Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, è in fase di discussione degli scenari macro economici e finanziari che gli Stati Uniti, e il Mondo, devono affrontare.

Vista la necessità di combattere l’inflazione, che negli USA raggiunge l’8,5%, i mercati finanziari erano certamente ben preparati all’annuncio di Jerome Powell circa l’aumento dei tassi. L’ultimo aggiornamento sui dati dell’inflazione era arrivato lo scorso 15 Aprile segnando, da questo punto di vista, il peggior martedì dal 1981.

Al momento della pubblicazione del dato dell’inflazione, il valore degli asset – compreso Bitcoin – aveva reagito con un forte rialzo.

Cosa si aspettavano i mercati

La previsione dei mercati era quello di un innalzamento dei tassi d’interesse pari a 50 punti base. Un colpo difficile da gestire, ma ampiamente scontato dai mercati stessi nelle settimane precedenti. È stato già relativamente difficile gestire quella che era solo una aspettativa, in quanto un aumento dei tassi a 50 punti base (0,50%) era accaduto, l’ultima volta, 20 anni fa.

Lo stesso Jerome Powell aveva comunicato, durante l’ultima riunione di Marzo 2022, che la FED avrebbe alzato i tassi mezzo punto percentuale, anziché il consueto 0,25%. L’obiettivo, già annunciato, è quello di ridurre il bilancio della Federal Reserve di circa 95 miliardi al mese.

C’erano ipotesi, da parte di alcuni analisti, che valutavano l’eventualità di un incremento pari a ben 75 punti base. Sebbene questa fosse considerata una eventualità irrealistica, risultava uno scenario più probabile rispetto che un incremento di soli 25 punti base.

La decisione della FED

Alla fine, Jerome Powell ha annunciato che la FED alzerà i tassi d’interesse per 0,5 punti base.

Per quanto riguarda la riduzione del Bilancio, la FED inizierà gli interventi dal 1 Giugno 2022 per 47,5 miliardi. La prospettiva è quella di aumentare la quota nei mesi successivi. Da Settembre, la riduzione sarà effettivamente pari a 95 miliardi di dollari.

Le aspettative di mercato vengono rispettate in riferimento ai tassi, e la riduzione del bilancio è stata, per ora, meno aggressiva del previsto. Questo ha comportato una reazione vagamente positiva dei mercati.

Queste dinamiche di innalzamento dei tassi e riduzioni di bilancio potranno, nel corso del 2022, subire molti cambiamenti. Uno scenario che fa immaginare un mercato decisamente volatile.

Dopo queste decisioni, i futures sui tassi d’interesse danno una probabilità del 94% che i tassi saranno al 2,75% entro la fine dell’anno.

Mercato del lavoro negli USA

Nemico (lo è davvero?) per le FED, oltre all’inflazione, è il dato sull’occupazione. Già nella riunione dello scorso Marzo, era emerso che i dati sull’occupazione crescevano, ma meno rispetto alle attese.

A quanto pare, l’inflazione in Europa non fa paura

Mentre gli USA provano a fare un mea culpa e almeno provano a far vedere che stanno facendo qualcosa per combattere l’inflazione, l’Europa sta ferma. Anzi, Ursula von der Leyen, la Presidente della Commissione Europea, ha pensato di proporre un totale divieto d’importazione del petrolio russo. Dopo l’annuncio, il prezzo del gas si è alzato segnando un ulteriore +5,7%.

In compenso, l’annuncio della von der Leyen includeva anche l’implementazione di nuovi piani di aiuti per l’Ucraina.

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