IMF: Il nuovo rapporto sulla stabilità finanziaria

Il Fondo Monetario Internazionel (IMF) è una organizzazione economica internazionale (ma basata a Washington) costituita nel 1945 dopo gli accordi della conferenza di Bretton Woods. Lo scopo dell’organizzazione è quella di tentare di garantire la stabilità finanziaria ed economica.

Bretton Woods

Oltre alla creazione del IMF, la conferenza di Bretton Woods sancì che tutte le valute dovessero essere convertibili in dollari, favorendo la nascita di una società dollaro-centrica.

Veniva anche stabilito che le Banche Centrali avrebbero dovuto mantenere un cambio stabile con il dollaro fino a creare un Gold Exchange Standard. Un sistema globale di valute agganciate al dollaro che, a sua volta, era agganciato all’oro.

Queste e altre decisioni (alcune delle quali ancora irrisolte) hanno fatto entrare il mondo in un caos monetario. Un caos causato, in primis, dal peg oro-dollaro. Uno standard non sostenibile in un’economia sempre più basata sul consumo e sul debito.

Fu così che nel 1971, con lo Smithsonian Agreement, lo standard dell’oro fu sostituito con i cambi flessibili e ad una politica costante svalutazione del denaro.

Da quel momento, il IMF si è dedicato alla stabilità finanziaria internazionale e all’assicurarsi che l’attuale sistema monetario e finanziario rimanga saldo (o potente).

Bitcoin è una minaccia per IMF?

Bitcoin, probabilmente, non ha mai rappresentato una grande minaccia per il Fondo Monetario Internazionale. Almeno fino a quando un Paese, El Salvador, ha deciso di adottare la valuta digitale come entità legale di scambio, nel Settembre 2021. Tanto più quando, nel 2022, anche la Repubblica Centrafricana ha seguito la stessa direzione.

Proprio questi argomenti fanno parte del Rapporto sulla Stabilità Finanziaria pubblicata dal Fondo Monetario Internazionale ad Aprile 2022.

Global Financial Stability Report

Parte 1

La prima parte del Report riguarda le implicazioni della guerra in Ucraina sulla stabilità finanziaria. Tra i diversi temi trattati, ci sono le criptovalute. In particolare, l’IMF ammette che l’invasione da parte della Russia ha accelerato, e continuerà ad accelerare, l’adozione delle criptovalute. Soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Viene anche ammesso che vi è la possibilità che le Banche Centrali inizino a acquistare criptovalute, perseguendo una strategia di diversificazione.

Il Fondo Monetario Internazionale, però, raccomanda tutti i Paesi di regolamentare il più possibili tutti gli asset digitale, così come gli intermediari che operano nel settore. Questo include piattaforme di Finanza Decentralizzata e Protocolli.

Altra raccomandazione ai Paesi è quella di adottare il prima possibile le CBDC (Central Bank Digital Currencies) per al meglio contrastare l’adozione di criptovalute. Euro digitale e dollaro digitale sono esempi di CBDC.

“Central bank digital currencies may also help reduce cryptoization pressures driven by a need for better payment technologies.”

“La comunità internazionale dovrebbe adoperarsi per prevenire un’ulteriore frammentazione del sistema di pagamento globale. La frammentazione porterebbe a una ridotta efficienza dei pagamenti internazionali. Con conseguente perdita di efficienza e frammentazione per il commercio e la finanza. Per raggiungere questo obiettivo è necessaria una cooperazione internazionale continua e approfondita. Il FMI può essere un importante facilitatore di questa cooperazione.”

Per saperne di più sulle CBDC:

Leggi anche: Dollaro Digitale – la FED diffonde il report sulle CBDC

Leggi anche: Edward Snowden – le CBDC sono una forma perversa delle criptovalute

Parte 2

La seconda parte del report riguarda la partecipazione delle banche aumentate nei mercati emergenti durante la pandemia. In particolare, si menziona il grosso debito accumulato dai governi durante la pandemia. Nello stesso tempo, l’inflazione sta evidentemente diventando qualcosa di incontrollabile. L’unico modo per contrastarla è quello di alzare i tassi d’interesse.

Tuttavia, siamo in uno scenario in cui i governi sono già normalmente molto indebitati (perché il sistema finanziario attuale si basa proprio sul debito e sulla svalutazione). Anche uno scenario in cui una pandemia accentua gravemente l’indebitamento. Un contesto in cui alzare troppo i tassi e rendere, quindi, il debito poco attrattivo, potrebbe causare il default del debito stesso.

Inoltre, tassi troppo elevati rendono difficile alle aziende chiedere denaro in prestito. Cosa che comporta un ulteriore rallentamento della crescita economica.

Parte 3

L’ultima parte del report riguarda il settore Fintech. Il report parla entusiasticamente riguardo agli enti che promuovono l’innovazione finanziaria, purché non competano direttamente con le banche.

“Le fintech competono direttamente con le banche, sollevando sfide per la stabilità finanziaria.”

Gli autori del report ammettono che la Finanza Decentralizzata ha il potere di cambiare il sistema finanziario, ma in un contesto in cui i rischi superano i benefici.

Secondo il report, onde evitare qualsiasi tipo di rischio, una delle opzioni perseguibili sarebbe quella di vietare o disincentivare le interazioni tra le istituzioni e la Finanza Decentralizzata.

“Un possibile approccio consiste nel limitare l’esposizione delle imprese regolamentate ai mercati DeFi. Questo potrebbe rallentare il ritmo di crescita e avere il tempo di affrontare ii rischi di interconnessione con i mercati regolamentati.”

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