Il consumo di energia di Bitcoin è un (non) problema

Il consumo di energia di Bitcoin è tornato a far discutere soprattutto dopo la crisi energetica in Kazakistan. Come ogni tanto accade, un potenziale problema si è trasformato in terrorismo mediatico. Perché sì, anche se a giornali e riviste è affidata la responsabilità delle parole, questi sembrano spesso le entità meno in grado di utilizzarle. Quindi cerchiamo di essere chiari, ma senza creare drammi e cercando di valorizzare le sfumature che esistono tra il bianco ed il nero di una faccenda.

Il consumo di energia di Bitcoin è sicuramente elevato. Il dibattito si è fatto particolarmente acceso da circa un anno, quando Elon Musk, a proposito di sfumature e mezzi termini, ha dichiarato che Bitcoin è un “pericolo per l’ambiente” come riportato da molti media. Quindi la decisione di tornare indietro sulla sua precedente decisione. Tesla non avrebbe più accettato pagamenti in Bitcoin.

Da dove arriva il consumo di energia

Il consumo di energia deriva dall’attività di mining di Bitcoin. Un processo che ormai non risulta più conveniente al singolo individuo, in quanto per risolvere i calcoli computazionali del mining servono processori potenti. Questi processori sono quasi tutti ospitati dalle mining farm.

Secondo la Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index l’attività di mining può arrivare a consumare l’energia di un intero Paese.

Ma come riporta il Cryptonomist, se è vero che Bitcoin consuma quanto 735 transazioni Visa, dall’altra parte c’è da sottolineare che una singola transazione Visa ha un valore di circa 46 dollari, mentre una transazione in Bitcoin vale 16.000 dollari.

Il consumo di Bitcoin è alto. Ma è problematico?

ARK Investment ha pubblicato un grafico che paragona il costo derivante dal consumo di energia di estrazione di Bitcoin con quello dell’oro e con il consumo del sistema bancario. Osservando il grafico si nota di come l’attività di mining di Bitcoin consumi la metà, anche meno, di quanto si consumi per l’estrazione dell’oro. Il confronto tra i costi energetici del sistema bancario e Bitcoin si commenta da solo.

Consumo di energia (ARK Invest)

È vero, quante transazioni avvengono in tutto il mondo bancario rispetto alle transazioni di Bitcoin? Tuttavia, chi opera o investe nel settore delle criptovalute sta cercando di impegnarsi per trovare soluzioni alternative.

Nota: moltissime criptovalute non hanno bisogno del mining!

In effetti, alcuni sostengono che la valorizzazione di Bitcoin nel contesto internazionale con mining basato su energie rinnovabili sia un mezzo fondamentale per la futura transazione ecologica.

Bitcoin non ha bisogno di tanta energia per funzionare

Sicuramente, dopo l’esplosione dello sviluppo delle mining farm in Kazakistan, il mining ha avuto un (parziale) impatto sulla crisi energetica. Come spiega il giornalista e divulgatore Marco Cavicchioli in un suo recente video, il protocollo di Bitcoin non richiede un elevato consumo di energia.

Chi lo decide quanta energia spendere? I miner. Basti pensare al fatto che agli esordi di Bitcoin, le monete venivano create da un singolo computer. Quindi, a prescidere dalla potenza di calcolo o dall’energia impiegata per minarlo, Bitcoin funziona sempre allo stesso modo.

L’attività di mining si è sviluppata sempre di più costringendo le mining farm ad aumentare in modo costante le prestazioni dei loro processori. Si tratta di un’attività molto conveniente e quindi le mining farm investono in macchinari ed energia per essere in grado di continuare ad estrarre Bitcoin. Ogni 10 minuti vengono infatti “sbloccati” circa 6 Bitcoin (secondo l’attuale stato dell’Halving) ovvero l’equivalente di circa 250.000 dollari. Questa chiara convenienza economica porta sempre più società a voler estrarre Bitcoin. L’unico problema è che questi vengono suddivisi tra i miners sulla base della potenza di calcolo messa a disposizione.

Ecco, dunque, qualcosa che riguarda il mondo delle criptovalute che, se percepito davvero come un problema, potrebbe essere regolamentato. Ad esempio, se il consumo di Bitcoin manda davvero in crisi l’energia mondiale, come sostenuto da alcuni, non sarebbe sufficiente limitare le attività di mining o tassare maggiormente questo tipo di industria?

Visto che si parla tanto di regolamentazione, i governi potrebbero partire proprio da questo.

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