Giornata della Terra: il ruolo di Bitcoin

Il 22 Aprile è la giornata della Terra, la rappresentazione della celebrazione della salvaguardia del Pianeta. Viene anche celebrato l’ambiente e le iniziative volte a proteggerlo. Una ricorrenza che viene celebrata dalle nazioni unite ogni anno.

Investi nel pianeta

Il tema della giornata della Terra del 2022 è “investi nel pianeta”. Obiettivo dell’anno è quello della sensibilizzazione di persone e aziende verso quello che vuole essere un obiettivo comune. Quello di “abbassare” la temperatura della Terra di 1,5 gradi.

Sul portale della Giornata della Terra si legge che le imprese devono agire ora. Che il cambiamento climatico danneggerà sempre più profondamente le economie e aumenterà le scarsità. Tutto ciò, sottrarrà profitti alle aziende e diminuirà le prospettive di lavoro. Il settore privato, sostenuto da quello pubblico, può avere un impatto positivo sul Pianeta e sul business.

Gli studi mostrano una correlazione diretta tra pratiche commerciali sostenibili, prezzi delle azioni e performance aziendale. Le aziende che sviluppano solidi standard ESG (Environment Social Governance) hanno una migliore redditività. Hanno anche dati finanziari più solidi, dipendenti più felici e una performance azionaria più resiliente.”

Il ruolo di Bitcoin in una economia green

A discapito di quello che molti credono (o si ostinano a voler credere), Bitcoin gioca un ruolo a favore di tutto ciò.

Ricordiamo che a Gennaio 2022 è stato pubblicato il questionario del Bitcoin mining Council che ha portato proprio questo argomento. L’indagine si è concentrata su tre parametri. Mix energetico sostenibile, efficienza tecnologica e consumo di energia elettrica.

La percentuale del settore del mining globale di Bitcoin che funziona con energia rinnovabile è aumentata dell’1%. Complessivamente portando la percentuale al 58,5% nel quarto trimestre del 2021 secondo nuovi dati.

Un problema di Bitcoin o della società?

Bitcoin consuma una discreta quantità di energia. Ma porta alla società un valore inestimabile, forse proprio perché è un asset che monetizza l’energia, una risorsa fondamentale. Il problema è la mancanza di investimenti in energie rinnovabili, non Bitcoin. I miner di Bitcoin in Norvegia sono più efficienti da questo punto di vista. Questo grazie all’accesso del paese all’energia idroelettrica e ad altre energie rinnovabili. Infatti, il 100% dell’elettricità norvegese è generata da energie rinnovabili.

Viste le pressioni ambientali, economiche e politiche, i miner sono incredibilmente incentivati ad affidarsi ad energie rinnovabili. Il mining di bitcoin fa aumentare la domanda di elettricità e quindi gli investimenti in impianti di energia rinnovabile.

L’incentivo

I governi, soprattutto quelli europei, vorrebbero valorizzare la tecnologia Proof of Stake, fondamentalmente opposta a metodo Proof of Work di Bitcoin.

La Proof of Stake può effettivamente rappresentare la scelta migliore dal punto di vista del “risparmio” energetico. In questo senso, chi lavora con la Proof of Stake non ha assolutamente lo stesso incentivo nel favorire una transazione energetica. È con il risparmio dei costi energetici della Proof of Work che pensiamo di poter salvare il Pianeta? O ci serve uno strumento che, come nient’altro prima, rappresenta il miglior incentivo a cambiare il modo di produrre energia?

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