Edward Snowden: CBDC sono una forma perversa delle criptovalute

Edward Snowden, ex analista della NSA, è stato il protagonista principale del DataGate, ovvero le divulgazioni sulla sorveglianza di massa del 2013. Edward Snowden sulle CBDC si è espresso qualche settimana fa andando a confermare il pensiero di molti. Per aver raccolto e consegnato ai giornalisti i documenti che avevano portato allo scandalo, Snowden è stato costretto a lasciare la sua casa, gli Stati Uniti, dove è accusato di spionaggio. La sua fuga lo ha portato in Russia, dove ora risiede stabilmente. 


Edward Snowden: CBDC 


Nel suo Blog personale, Edward Snowden analizza il testo dell’analisi della introduzione delle CBDC da parte della Federal Reserve (valute digitali emesse dalle banche centrali).  Non aspetta ad esprimere un suo primo giudizio, definendole come il nuovo pericolo che svetta all’orizzonte pubblico.  


Gli Stati Uniti non sono i primi a voler creare la loro CBDC. In effetti, rispetto ad altri Paesi sono piuttosto indietro in termini di processi attuativi. Ad esempio il lancio della CBDC cinese è prossimo, così come di quella nigeriana (eNaria). 
Abbiamo già scritto un articolo completo su cosa siano le CBDC. Ma vorrei ripartire da capo scrivendo, questa volta, con la penna di Edward Snowden. 


Edward Snowden: CBDC non sono dollari digitali


Giusto un paio di settimane fa la Federal Reserve aveva emesso un nuovo report descritto nell’articolo che si citava prima inerente proprio all’implementazione del dollaro digitale (o la CBDC americana, diciamo). Tuttavia Snowden aveva già chiarito che le CBDC non sono dollari digitali. Di per sé, infatti, i dollari digitali già esistono. Dopo tutto, così come per gli euro e quasi tutte le altre valute, i dollari sono tenuti tutti quanti nei portafogli (tradizionali) e nelle tasche dei cittadini? No. Non sono altro che dati inseriti in un database bancario. 


Nell’articolo di qualche giorno fa scritto sulle CDBC sottolineavo il fatto che queste non sono criptovalute. Snowden chiarisce la stessa cosa. “Piuttosto” dice lui “una CBDC è qualcosa di più simile ad una versione perversa delle criptovalute, o quanto meno dei suoi principi e protocolli.” E continua. “Una valuta criptofascista, un gemello cattivo delle criptovalute. Una valuta espressamente disegnata per negare ai suoi possessori il reale possesso del denaro e per mettere lo Stato al centro di ogni transazione.”


Monete senza valore 


Dagli anni ’70 il mondo finanziario si è slegato dall’oro. O meglio, il dollaro si è slegato dall’oro. Questo perché, fondamentalmente, non esiste una sufficiente base di oro per garantire a tutti l’accesso al denaro (la cui quantità in giro è sempre più drammaticamente maggiore causando livelli di inflazione mai visti prima).Tuttavia, ancora esiste una sorta di Gold Standard. Queste CBDC, queste valute ultra centralizzate non avranno un Gold Standard o Silver Standard, neanche uno basato sulla blockchain (come potrebbe esserlo per Bitcoin). Nessun effetto scarsità, sicuramente. Si tratterebbe semplicemente di database che possono essere continuamente osservati e rivisti. 
Chi vuole queste CBDC sostiene siano incredibilmente sicure (visto che non ci sarà un intermediario tra Stato e cittadino) e che rendano il denaro più facile da tassare (per la stessa ragione). 


Si tratterebbe di uno stato di sorveglianza costante in cui non la Banca privata e tanto meno il cittadino sono i custodi dei soldi, ma lo Stato (di ogni singolo dollaro). Basta vedere quello che è successo in Cina. Molto avanti nella creazione dello “yuan digitale” e guarda caso, tra i primi a vietare Bitcoin. L’intento è chiaramente quello di imporsi e controllare ogni transazione. Sembrerebbe, ironicamente, che il governo cinese sia la seconda istituzione mondiale in quanto a quantità di Bitcoin detenuti (si tratta di circa 8 miliardi di dollari in Bitcoin). 
Ricordiamo, come spiegato nel precedente articolo, che le criptovalute, invece, sono nate proprio perché qualcuno ha visto in questa centralizzazione un rischio troppo elevato. Le criptovalute, infatti, rappresentano la decentralizzazione. Se volete, potete anche chiamarla libertà. 


Una moneta che ti controlla 


Ma torniamo ad Edward Snowden. Lui chiude il suo articolo citando qualche racconto distopico. Ma gli scenari distopici, dopo aver letto l’ultimo report sulla “Digital Transformation” della Federal Reserve, vanno ora presi in considerazione. Parla di una guardia che lavora in una banca. 


Diciamo che il suo medico gli dice che la natura sedentaria del suo lavoro in banca ha avuto un impatto sulla sua salute e ha contribuito a un pericoloso aumento di peso. La nostra guardia deve ridurre lo zucchero. La sua compagnia di assicurazioni private, di cui è stato pubblicamente incaricato di occuparsi, ora inizia a monitorare la sua condizione pre-diabetica e trasmette i dati su quella condizione ai sistemi che controllano il suo portafoglio CBDC, in modo che la prossima volta che va in gastronomia e cerca di comprare delle caramelle, viene rifiutato – non può – il suo portafoglio si rifiuta semplicemente di pagare, anche se era sua intenzione comprare quelle caramelle per sua nipote.


La nostra guardia si guadagna da vivere con il suo lavoro – se lo guadagna con il suo corpo, eppure quando quel corpo inevitabilmente si rompe, avrà accumulato abbastanza cibo per andare in pensione comodamente? E in caso negativo, potrà mai sperare di fare affidamento sui provvedimenti benevoli, o addirittura adeguati, dello Stato per il suo benessere, le sue cure, la sua guarigione?


Di tutte le cose che potrebbero essere centralizzate e nazionalizzate nella vita di questo pover’uomo, ci dovrebbero essere davvero i suoi soldi?

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