Crollo di Bitcoin: analisi di breve e lungo periodo

Crollo di Bitcoin. Il mercato finanziario, soprattutto quello americano, sta subendo qualche scossone. A parte il tonfo delle ultime ore, il trend è in discesa da circa due mesi. Bitcoin sembra voler seguire lo stesso andamento con un recente ribasso che ha portato il suo prezzo a quota 38.000 dollari.

Gli investitori, soprattutto negli Stati Uniti, stanno iniziando ad avere seriamente paura della politica monetaria restrittiva della FED. Non a caso, sono diversi giorni che il prezzo dell’oro continua a crescere. Colpo duro per Bitcoin, che in questi giorni si sta dimostrando meno capace dell’oro di proteggere gli investitori dai momenti di incertezza. O forse, colpa del panic selling?

Crollo di Bitcoin e i mercati finanziari

Anche i rendimenti dei titoli di stato stanno scendendo, così come il dollaro, anche se quest’ultimo continua a mantenersi piuttosto forte. Nel frattempo l’indice S&P500 si allontana dal suo massimo storico del 7%.

S&P500 Index Price

Un periodo di stress come questo era ovviamente inevitabile. La precedente politica fortemente espansiva da parte della FED volta a scongiurare una crisi finanziaria causata dalla pandemia aveva portato l’inflazione a livelli record.

Molti investitori, sia retail che istituzionali, ancora operano nel mercato delle criptovalute con una strategia a breve termine. Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui Bitcoin stia seguendo il trend ribassista dei mercati in generale. Come è noto, poi, le Altcoin seguono a ruota l’andamento di BTC, soffrendo anche molto di più, con qualche rara eccezione come quella di Terra (Luna).

Un po’, comunque, è ironico. Il buon investitore in Bitcoin vuole slegarsi dalla Federal Reserve. E vendere BTC, magari in panic selling, per paura delle mosse della FED (scontate, per altro) ha poco senso. È bene ricordare che nonostante la paura creata dalla Cina che ha bannato prima il mining poi le criptovalute in generale, Bitcoin ha comunque raggiunto il suo All Time High. È probabile che lo stesso possa capitare ancora, nonostante la paura generata dalla Federal Reserve.

La FED potrebbe infatti far alzare i tassi d’interesse facendo raggiungere loro 1 punto percentuale, ovvero un incremento di 0,75 punti rispetto ad ora. In aggiunta, il tapering è già in atto. Quando significa che la FED inizia un periodo in cui acquisterà sempre meno asset, fino ad una chiusura degli investimenti. Elemento che fa pensare che la correzione in atto non sia finita. Bloomberg, infatti, stima che la correzione dello stock market potrebbe arrivare a quota 20%. Possibile quindi che investire, soprattutto sul mercato crypto, con un’ottica di breve termine potrebbe non essere, al momento, tra le scelte migliori.

Il lungo periodo

Momenti come questo insegnano certamente che è sempre utile optare per vendite scaglionate nei periodi di massimo entusiasmo. Nel breve periodo, infatti, può diventare difficile mantenere la tranquillità sufficiente per rimanere nel mercato dopo un significativo crollo di Bitcoin.

Ma le strategie a lungo termine sono un’altra questione. Una analisi di Dan Tapiero, fondatore di DTAP Capital Advisors, mostra come stanno cambiando gli investimenti per le diverse generazioni. I portafogli tradizionali sono composti, mediamente, da un 40% in Bond e 60% in azioni. Il portafoglio di un millenial è invece composto da 60% in azioni e 40% in Bitcoin. Questo implica che gli investimenti in Bond andranno sempre più a scemare. Nonostante ciò, per ora la capitalizzazione di mercato dei Bond è pari a 120 trilioni di dollari. Quella di Bitcoin, invece, ancora non supera il trilione. C’è ancora un bel percorso da fare.

Utenti nel mondo crypto

Nel 2021 gli utenti, o investitori, nel mercato delle criptovalute sono triplicati passano da 100 a 300 milioni. Con gli stessi tassi di crescita potremmo arrivare alla fine del 2022 con un numero di utenti pari a quasi 1 miliardo.

Inoltre, Cointelegraph riporta che secondo un sondaggio di Voyager Digital, più del 60% degli americani pensa che le crypto si alzeranno di valore nel corso del 2022. Questo potrebbe significare che il 60% degli americani potrebbe investire in criptovalute solo quest’anno. È interessante notare che nel sondaggio del 2021, erano solo il 27% gli americani che avevano avuto la stessa opinione di quest’anno sulle criptovalute.

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