Regolamentazione criptovalute: l’India fa un passo avanti

È di oggi la notizia che l’India ha deciso di regolamentare le criptovalute, rendendo legale il suo utilizzo e non impedendo di investire sugli asset digitali. A questa regolamentazione delle criptovalute in India potrebbero tranquillamente far seguito notizie simile in altri Stati. Stati che cominciano a osservare il settore come un’opportunità.

La tassazione al 30%

La ministra delle Finanze indiana, Nirmala Sitharaman, ha proposto l’introduzione di una tassazione al 30% sui guadagni generati dagli asset digitali. Ha dichiarato:

“Any income from transfer of any virtual digital asset shall be taxed at the rate of 30%. No deductions in respect of any expenditure or allowance shall be allowed while computing such income, except the cost of acquisition.”

The Union Minister for Finance and Corporate Affairs, Smt. Nirmala Sitharaman addressing a Press Conference, in New Delhi on June 28, 2021.

Giusto nella giornata di domani, 2 Febbraio 2022, alcuni membri del Parlamento si riuniranno per una sessione di training specifica sulle criptovalute. Potrebbe essere una occasione per analizzare al meglio la proposta di Sitharaman.

Alcune persone non hanno preso questa notizia al meglio. Ovvero, una tassazione al 30% verso i guadagni generati dalle criptovalute non dimostra una apertura così grande nei confronti nel settore. Eppure, è bene sottolineare che uno Stato rimane sempre uno Stato. E la politca, rimane sempre politica. Certamente, fa sorridere il fatto che per molti governi le criptovalute siano viste come la più grande minaccia economica ed ambientale del globo. Questo pensiero, però, persiste fino a quando anche lo Stato arriva alla decisione di trarne profitti. E il mezzo è stato e sarà sempre quello: le tasse.

Ma tralasciando le dubbie dinamiche statali globali, la notizia rimane un elemento molto positivo per il settore. Si tratta pur sempre di una piena accettazione dell’esistenza delle criptovalute. Si tratta anche dell’opportunità che queste possono offrire in termini finanziari e tecnologici. È, quasi a tutti gli effetti, una regolamentazione delle criptovalute in India. Dopo tutto, è bene ricordare che giusto l’anno scorso, la proposta indiana non era stata quella di tassarle al 30%. La decisione era quella di bannarle definitivamente. Decisione che, poi, si è rivelata incostituzionale.

Regolamentazione criptovalute in India: World Economic Forum

Già presso la conferenza del World Economic Forum precedente l’india aveva dimostrato un alto grado di apertura nei confronti delle criptovalute. Infatti, il primo ministro Narendra Modi aveva, in quell’occasione, già lanciato un messaggio circa l’importanza della collaborazione tra i Paesi per far fronte alla questione delle criptovalute. A dicembre, invece, presso un vertice negli Stati Uniti, aveva dichiarato che le criptovalute avranno il ruolo di potenziare la democrazia.

L’introduzione delle CBDC

Le CBDC sono le Central Bank Digital Currencies. Sul fatto che queste possano rappresentare un bene o meno per le (vere) criptovalute è ancora tema di discussione. Ad ogni modo, Sitharaman nel suo discorso non ha solo parlato della tassazione al 30%, ma ha anche esposto l’importanza che avrebbero le CBDC per la crescita dell’economia indiana.

In questo caso la proposta è quella di introdurre la Rupia Digitale entro il 2023, utilizzando la tecnologia blockchain. La valuta digitale favorirebbe infatti una maggiore inclusione e sistemi di pagamenti più efficienti ed economici.

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