Buenos Aires: pagamenti in crypto e identità digitale

La capitale dell’Argentina permetterà ai residenti di effettuare pagamenti in criptovalute. Succederà in particolare in riferimento al pagamento delle tasse. A Buenos Aires, quindi, le tasse potranno essere pagate in criptovalute.

È quanto Larreta, sindaco di Buenos Aires, ha annunciato lunedì scorso.

L’amministrazione della città di Buenos Aires, in realtà, non riceverà direttamente criptovalute come pagamento, ma il loro corrispettivo in pesos. Le conversioni saranno garantite da aziende del settore crypto.

“La città non avrà criptovalute nei conti pubblici. Attraverso un accordo con i portafogli virtuali aggiungeremo un’altra opzione di pagamento a quelle che già abbiamo, con l’idea di rendere le cose più facili.”

Implementazione dei pagamenti

In una intervista a CoinDesk, Diego Fernández, segretario per l’innovazione e la trasformazione digitale della città, ha detto che serve qualche mese per lo sviluppo del progetto.

Fernández ha anche detto che gli scambi di criptovalute locali SatoshiTango, Buenbit, Ripio e Belo e Bitso, con sede in Messico, faranno parte di l’iniziativa.

A volte sfugge la ragione logica che porta queste decisioni a non contemplare unicamente Bitcoin.

L’inevitabile via d’uscita

È interessante osservare un altro Paese accogliere la rivoluzione che Bitcoin porta. L’Argentina, ormai, è entrata in una nuova crisi. È evidente a tutti che la sua moneta non vale più niente.

Il debito pubblico è ormai ad un punto di non ritorno e l’impatto della guerra in Ucraina non ha certamente aiutato. Aggiungiamo anche l’impatto negativo che la pandemia ha portato sull’economia globale. Frittata fatta.

A questo punto, infatti, l’inflazione in Argentina ha superato il 20% (e sono persino dati ufficiali).

Identità Digitale

Stesse perplessità vengono naturali quando si pensa alla volontà di voler implementare un sistema di identità digitale.

A marzo, infatti, Buenos Aires ha presentato un white paper proponendo una piattaforma di identità digitale. Una piattaforma che, in teoria, sarebbe basata su blockchain.

Questa avrebbe l’obiettivo di dare ai residenti della città il controllo sui propri dati personali. Questo, almeno, è quanto riportato da Diego Fernández.

Pensare di spostare le informazioni sulle persone in ambienti unicamente digitali. Aspetto che, in realtà, tutto fa pensare tranne il fatto che i cittadini diventino proprietari dei loro dati personali. E tutto ciò dovrebbe essere operativo tra l’ultimo trimestre del 2022 e il primo trimestre del 2023.

Manco a farlo apposta, la piattaforma di identità digitale includerà certificati di vaccinazione e risultati dei test COVID-19. Questo dovrebbe accadere entro secondo trimestre del 2022.

Entro la fine dell’anno la piattaforma includerà altre informazioni. Tra queste, documenti di stato civile e documenti educativi. Questo è il piano del sindaco Larreata.

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