Bitcoin e Stock Market correlati e inflazione attesa oltre 8%

Dopo l’ultimo impulso rialzista il prezzo di Bitcoin ha subito una flessione scendendo sotto i 40.000 dollari. Si riapre, tra l’altro, lo scenario in cui Bitcoin e stock market segnano un percorso correlato. Assistiamo quindi ad uno scontro tra coloro che sono sempre stati convinti che Bitcoin fosse entrato in bear market e quelli che ammettono una semplice correlazione temporanea con l’equity.

Equity market in sofferenza

Le persone continuano a sperare che questa correlazione tra Bitcoin e stock market si possa dissolvere il prima possibile. Soprattutto nel momento in cui gli indici azionari continuano ad offrire segni di debolezza. In effetti, con le crisi economiche e sociali e la FED che continuerà ad adottare politiche monetarie restrittive, è probabile che il 2022 non sia un anno di particolare crescita per lo stock market.

Tuttavia, le recenti debolezze potrebbero arrivare come conseguenze dei cali dei mercati cinesi. Questi infatti stanno attualmente soffrendo a causa dei nuovi lockdown e dei relativi disagi popolari. Oltre alla Cine, però, anche il mercato obbligazionario globale non se la sta passando molto bene.

È certamente possibile che Bitcoin possa continuare a seguire questo trend ribassista. E se la correlazione tra Bitcoin e stock market dovesse continuare, avremmo semplicemente il segnale che l’asset non è ancora sufficientemente maturo per essere una riserva di valore. Ma, forse, si tratta solo di aspettare un po’ più di tempo.

Ma chi ha capito Bitcoin non molla la presa

Nonostante tutto, il numero di Bitcoin all’interno degli Exchange continua a diminuire. Così come anche il numero di wallet che detengono Bitcoin da oltre un anno senza movimentarlo. Non si tratta evidentemente di accumuli che possono creare una effettiva differenza sul prezzo, per ora. Ma il punto è che chi vuole accumulare per il lungo termine lo sta continuando a fare.

Alcuni analisti cominciano a convincersi del fatto che il 2022 sarà, semplicemente, un anno di lateralizzazione. E conseguente accumulazione. Analisti che, quindi, ipotizzano impulsi rialzisti nel 2023. Quest’ultima ipotesi sembra però improbabile, salvo considerare i primissimi mesi del 2023. I dati macroeconomici, infatti, suggeriscono uno scenario di recessione per il 2023.

L’inflazione avanza

In questi giorni la Casa Bianca ha ammesso che andiamo incontro ad un periodo di inflazione estremamente elevata. Ricordiamo che a Febbraio, negli Stati Uniti, l’inflazione registrata è stata pari allo 7,9%. E se la casa Bianca si espone in questo modo, secondo molti la preoccupazione reale è quella di una iperinflazione. Se uno scenario del genere dovesse capitare, Bitcoin avrà un’interessante prova da gestire.

A breve, tra l’altro, dovrebbero essere comunicati i livelli di inflazione riscontrati nel mese di Marzo. L’aspettativa è quella di un livello attorno al 8,4% (non si tratta di dati ufficiali).

Oltre ai lockdown cinesi, questo annuncio della Casa Bianca potrebbe essere stato un driver dei recenti ribassi. Si intende i ribassi dello stock market. Bitcoin, la cui natura deve essere ancora ben compresa, rimane costretto a seguirlo.

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