La correlazione tra Bitcoin e Nasdaq

Nonostante le continue notizie estremamente positive riguardo a Bitcoin, il suo prezzo continua a scendere. Da poco, infatti, il prezzo di Bitcoin ha dimostrato di non essere stato in grado di mantenere i 40.000 dollari. Ma questo è probabilmente dovuto alla correlazione tra Bitcoin e Nasdaq.

Paura in Europa

Le notizie positive e i fondamentali sembrano, in effetti, non essere mai stati così forti. Nonostante alcune minacce da alcuni enti governativi, la direzione in cui sta andando il mondo sembra chiara. Un mondo pro Bitcoin. Non che, appunto, non ci siano battaglie da combattere. L’Europa, ad esempio, sta scegliendo di rimanere piuttosto indietro in termini di innovazione finanziaria. Come ha già osservato qualcuno, non è la prima volta che l’Europa sceglie (a questo punto, forse, scientemente) di rimanere indietro. Come se dovesse combattere per mantenere il suo status di “Vecchio” Continente.

Un esempio è infatti il modo in cui l’Europa ha perso il treno dell’avvento delle Big Tech. Regolamentazioni, leggi e Burocrazia è ciò che l’Europa ha preferito rispetto a realtà come Google, Meta, Youtube, Tesla e tanti altri. La cosa ironica è che dopo tutte queste regolamentazioni e prassi burocratiche l’Europa è tra i Continenti meno liberi e protetti dal punto di vista della privacy digitale.

In effetti, c’è chi ipotizza che la Cina sia esattamente il modello che l’Europa vuole seguire.

Fondamentali fortissimi

Eppure, ripetiamo, i fondamentali di Bitcoin non sono mai stati così forti. Anche se in molti si aspettavano di più, basti pensare al carico di notizie e prospettive positive che sono trapelate dalla Conferenza di Miami.

Leggi anche: Bitcoin Conference Miami 2022 – cosa è successo

Correlazione tra Bitcoin e Nasdaq a livelli massimi

La correlazione tra Bitcoin e Nasdaq a superato i 6 punti, segnando nuovi massimi. Una correlazione che esiste a partire da Novembre 2021, dopo il nuovo massimo storico del prezzo di Bitcoin. In effetti, quando ci sono pochi volumi il mercato Bitcoin – Nasdaq tendono ad essere molto correlati.

Molte persone sono deluse da questo “comportamento” di Bitcoin. La delusione deriva dal fatto di aspettarsi una price action positiva del prezzo di Bitcoin. Proprio in un periodo macroeconomico instabile in cui, tra l’altro, il livello di inflazione è ai massimi degli ultimi 40 anni, Bitcoin non dovrebbe proteggerci? Non era Bitcoin una riserva di valore in grado di proteggere le persone da una inflazione che non potrà che continuare ad aumentare?

È così. Bitcoin è una riserva di valore. Bitcoin protegge dall’inflazione. Difficoltà di estrazione e scarsità rendono l’asset simile all’oro. Da una parte anche meglio dell’oro, in quanto Bitcoin è ancora più legato ad una risorsa fondamentale: l’energia. D’altra parte, Bitcoin è più rischioso e volatile.

Il problema, comunque, non è tanto il fatto che Bitcoin non sia una riserva di valore. Perché lo è. Il problema è che, evidentemente, da molti grandi investitori (istituzionali, probabilmente) non sia ancora percepito come tale. Broker che, ad esempio, non sanno semplicemente come trattare Bitcoin. Si tratta di una tecnologia e, come tale, trattano Bitcoin come un asset tecnologico non diverso da Google, Meta, Tesla e tutte le altre tech stocks. Ecco la ragione di questo tipo di correlazione.

È quindi evidente che, semplicemente, la conoscenza di Bitcoin non sia ancora sufficientemente matura. E ci vorrà ancora un po’ di tempo perché Bitcoin si esprima come qualcosa di fondamentalmente diverso.

Basta iniezioni di denaro dalla FED

Tutti questi aspetti sono ben spiegati a livello tecnico in un articolo di Arthur Hayes. Nel suo articolo Hayes spiega che è normale che gli asset tecnologici crescano in un periodo di cui la FED stampa tantissimo denaro. Sono periodi in cui gli investitori si sentono più al sicuro nell’investire anche in progetti che lui definisce come utopici. Un esempio sono i progetti legati al metaverso.

Hayes specifica, tra l’altro, che questa correlazione tra Bitcoin e Nasdaq potrebbe portare il prezzo di Bitcoin a 30.000 dollari. Immagina anche un prezzo di 2500 dollari per Ethereum entro Giugno 2022.

Fino a quando durerà la stretta?

Siamo in una fase in cui sta salendo il rendimento dei bond a due anni. Questo perché la FED ha smesso di comprare tali bond. Quindi da una parte il denaro costa di più e dall’altra, le aziende tech sono meno attrattive per gli investitori, in quanto percepite come rischiose.

Secondo l’articolo, la stretta monetaria verrà mantenuta fino ad un certo punto. Questo perché, in realtà, l’inflazione fa bene agli Stati. Questo perché l’inflazione tende a svalutare il debito. E si dà il caso che l’Occidente sia estremamente indebitato.

Hayes è convinto che la FED osservi l’andamento dei corporate bond con rating bassi. In particolare viene monitorato il rapporto/spread tra i rendimenti biennali e quelli decennali. Quando i rendimenti biennali sono più alti di quelli a dieci anni il mercato fornisce indicazione del fatto che tali aziende sono a rischio fallimento. Questo, infatti, è quello che è successo a Marzo 2020, con lo scoppio della pandemia. La FED, dunque è intervenuta comprando i titoli biennali, facendone scendere il rendimento ed evitandone il fallimento.

Secondo Hayes, la FED non modificherà le proprie politiche fino a quando tale grafico non indicherà di nuovo dei rischi concreti. In pratica, il rapporto dovrà ancora continuare questo trend, fino a raggiungere valori negativi.

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