Bitcoin: il bear market e le ultime (false) notizie

Non è mai detta l’ultima parola. Ma possiamo affermare, quanto meno con un grado di sicurezza in più rispetto a qualche giorno fa, che stia iniziando per Bitcoin un periodo di Bear Market. Periodo che, come sempre, sarà anche caratterizzato da un declino generalizzato di tutte le Altcoin.

Bitcoin: Bear Market?

Se questa fosse davvero la verità, la notizia non ci dovrebbe sorprendere. Un Bear Market per Bitcoin nel 2022 era abbastanza preannunciato. Come molti sanno, infatti, Bitcoin, e quindi tutte le altre criptovalute, è caratterizzato da una forte ciclicità. Una ciclicità che tende a seguire il fenomeno dell’Halving, il dimezzamento della capacità di estrazione di Bitcoin, che avviene ogni 210.000 blocchi consolidati. Un’attività che richiede circa 4 anni che è quindi, la durata di un ciclo. Al momento stiamo vivendo all’interno del quarto ciclo, quello iniziato nel 2020 che finirà, quindi, nel 2024.

Ogni ciclo è fondamentalmente caratterizzato da un primo periodo di crescita ed un secondo periodo ribassista che rappresenta per Bitcoin il Bear Market. Non abbiamo, tuttavia, per le mani dei modelli strettamente affidabili in quanto, fino ad ora, abbiamo vissuto solo tre cicli completi. E cercare di trarre delle conclusioni statistiche basate su solamente tre esperienze del passato, potrebbe portare a diversi errori di valutazione. In effetti, tutto questo ciclo ha sorpreso molte persone. Basti pensare alla previsione di PlanB. Seguendo il modello da lui elaborato, lo Stock to Flow, si aspettava un prezzo di BTC di 100k per Dicembre 2021. Se fosse andata così, l’andamento del prezzo sarebbe stato abbastanza in linea con quanto accaduto in passato.

Stock to Flow Model

Il prezzo di Bitcoin avrebbe raggiunto i 100.000 dollari, magari anche a livelli più alti. Si sarebbe poi gonfiata una bolla che poi sarebbe scoppiata e tutti avremmo accolto il Bear Market a braccia aperte, o quasi. E invece Bitcoin ha sorpreso tutti. I 100.000 dollari non sono arrivati.

A proposito dello Stock to Flow, però, ricordiamo una cosa importante. Si tratta di un modello calcolato su base logaritmica. La proiezione completa del modello prevede per l’attuale ciclo un range di prezzo che oscilla tra i 30.000 ed i 100.000 dollari. In tal senso, nessun modello è stato invalidato.

Comunque, il lato positivo è che, nonostante i prezzi stiano scendendo molto, non si può parlare di bolla speculativa.

Niente scoppio della bolla potrà equivalere ad un Bear Market più indulgente del solito? Questo è quello che viene da pensare ma, appunto, Bitcoin può sempre sorprendere.

Sicuramente, la prossima settimana sarà importante per trarre qualche conclusione in più. Sarà infatti fondamentale osservare come riapriranno i mercati finanziari tradizionali in questo periodo di forte incertezza e come, di conseguenza, reagirà il prezzo di Bitcoin. In generale, negli ultimi mesi abbiamo osservato di come Bitcoin sembri essere sempre più legato all’andamento della finanza tradizionale.

Fake News in rete

Come tende ad accadere spesso, quando il prezzo di BTC scende i media tradizionali di scatenano dando vita ad un vortice di notizie false oppure approssimative, il che a volte è anche peggio. Chiariamo, quindi, qualche punto:

L’Europa non ha bannato il mining

L’Europa non ha bannato il mining di Bitcoin o il mondo della Proof of Work in generale. Almeno, per adesso non è accaduto. La speranza è che non accada. Ma, in effetti, non tanto per una eventuale opportunità mancata per Bitcoin, ma per la mancata opportunità per l’Europa.

Ad ogni modo, si tratta di una semplice richiesta da parte del VP dell’ESMA, la European Securities and Markets Authority. Il suo nome è Erik Thedéen. Non esistono notizie circa eventuali aggiornamenti o risposte ricevute dopo questa richiesta. Tra l’altro, come riporta Criptovaluta.it, l’ESMA non ha niente a che fare con le politiche energetiche.

La Russia non ha bannato le criptovalute

Notizia che si è sviluppata sulla stessa scia della precedente. Anche in questo caso, si tratta solamente di una proposta. La Banca Centrale Russa, ha proposto di limitare (sì, limitare, non bannare) le criptovalute. L’ente non è mai stata favorevole alle crypto e ha più volte lanciato questa richiesta senza che, di fatto, accadesse nulla. In ogni caso, come anticipato, non si tratterebbe di un vero e proprio ban.

La proposta è quella di vietare le criptovalute come mezzo di pagamento. La differenza non è così sottile. Inoltre, la Banca Centrale Russa si è mostrata, tutto sommato, aperta ad un dialogo con altre istituzioni russe per capire quale sia la mossa più saggia. In poche parole, neanche loro sono convinti di voler “bannare” le criptovalute.

El Salvador non è andata in crisi dopo il calo del prezzo di Bitcoin

El Salvador ha reso Bitcoin moneta a corso legale lo scorso Settembre. Un paio di giorni fa, approfittando di un dip che ha fatto scendere Bitcoin sotto i 37.000 dollari, il governo ne ha acquistati altri 410, con una media di acquisto di circa 36.000 dollari. Non 60.000 dollari, come alcuni media hanno riportato.

Ricordiamo che la scelta di El Salvador deriva dal fatto che l’inflazione stava mandando in crisi un Paese già strutturalmente molto debole a causa della sua economia basata sulle rimesse con altri Paesi. Ricordiamo anche che la maggior parte dei cittadini non possiede un conto in banca e che l’utilizzo di Bitcoin ha permesso loro di risparmiare milioni di dollari in costi di transazione.

Ora, sicuramente i recenti cali hanno fatto tremare le gambe a popolo e governo. Ma, dopo appena quattro mesi da quando il governo ha fatto questa scelta rivoluzionaria, urlare al fallimento di una strategia e di un Paese che fino a poche settimane fa, invece, ha tratto ottimi benefici da Bitcoin, sembra eccessivo.

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