Aiuti in Ucraina dal mondo Crypto. Come donare.

L’offensiva di Putin iniziata il 24 Febbraio è avanzata fino a Kiev e c’è anche chi pensa che possa non fermarsi lì. Al momento comunque le tragedie sono circoscritte al territorio nazionale e il mondo crypto si sta mobilitando per inviare aiuti in Ucraina.
Per adesso sembra che l’obiettivo sia rovesciare l’attuale governo.

Lo stesso Presidente Putin ha chiesto ai soldati ucraini di prendere il potere e tradire il Presidente Zelensky. L’intero mondo occidentale si sta mobilitando per sostenere la gente ucraina che paga le colpe di altri. In questo articolo ci concentriamo sugli aiuti in Ucraina e sul supporto dal mondo crypto.


Aiuti in Ucraina: viene scelto Bitcoin 


Le donazioni arrivano soprattutto attraverso Bitcoin. Al momento si stima che le donazioni totali abbiano superato l’equivalente di circa 4 milioni di dollari. Quasi come se l’Ucraina si aspettasse l’esigenza di un futuro aiuto, già prima dell’invasione, lo Stato aveva reso le criptovalute ufficialmente legali. 


La nascita di Ukraine DAO


Ukraine DAO è una organizzazione decentralizzata nata appositamente per aiutare i cittadini in Ucraina. Di tutti gli aiuti in Ucraina, i fondi destinati alle organizzazioni benefiche e di volontariato hanno un equivalente superiore al mezzo milione di dollari


Artisti come Pussy Riot, Trippy Labs e PleasrDao si stanno unendo alla causa utilizzando NFT basati su Ethereum per raccogliere fondi. Ad esempio, è possibile acquistare NFT con la bandiera Ucraina. I ricavi vengono poi inviati alle organizzazioni. 
Si tratta di una collezione di 10.000 raffigurazioni della bandiera ucraina. In particolare, gli enti che beneficeranno dei ricavi saranno la Fondazione Return Alive e la ONG Proliska. 


Gli utenti di Twitter chiedono al governo ucraino di accettare donazioni in Bitcoin 


Il Ministro della Difesa dell’Ucraina, già dal 24 Febbraio ha ammesso di ricevere molte richieste da parte di stranieri di accettare donazioni in Bitcoin e criptovalute. Tuttavia, sembra che questo non possa accadere. Anche dopo che molti utenti su Twitter hanno chiesto, direttamente sull’account ufficiale dell’Ucraina, di aprire le porte a questo canale.

 
“National legislation does not allow the Ministry of Defence of Ukraine to use other payment systems (‘Webmoney,’ ‘Bitcoin,’ ‘PayPal,’ etc.)”


Molte persone hanno quindi cominciato a donare le proprie criptovalute verso la NGO Back Alive. Per chi fosse interessato, a questo link si possono trovare i dettagli per effettuare delle donazioni con i relativi indirizzi a seconda del tipo di donazione (valute tradizionali, Bitcoin, ecc). 


Altri aiuti in forma di criptovalute 


In Ucraina i volumi transati in criptovalute sono aumentati del 200%. Quindi non si tratta solo di donazioni. Con le banche che hanno limitato al minimo la possibilità di prelievo, le criptovalute sembrano restare l’unica opzione per le persone in fuga. 


Questa dinamica non sta accadendo solo in Ucraina, ma anche in Russia. C’è infatti chi pensa che la Russia stia progettando di evadere le sanzioni imposte da USA ed Europa adottando Bitcoin su più larga scala. Difficile, tuttavia, che possa diventare un fenomeno così esteso. 


In un Paese come l’Ucraina dove i prelievi ora sono così limitati, anche un gesto come quello di FTX può fare la differenza. FTX infatti, uno degli Exchange crypto più conosciuti, ha deciso di donare 25 dollari a ogni cittadino ucraino che possiede o installa l’app. La donazione avverrà ovviamente senza l’obbligo di attivare nessuna offerta commerciale con FTX. 

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